| CENNI STORICI
Negli Annali del Manzano (vol. IV pag. 211) si incontra per la
prima volta il nome di Campolongo in una nota relativa al marzo
dell'anno 1327. «Collette imposte dal Capitolo
(Aquileia) ai massari (coloni) della Carripa e Dapiferato, al
ritorno del Patriarca, così come stanno esposte nella nota
seguente in Budrio, Orasaria, Campolongo e Visco, San Pietro d'Isonzo...».
Dunque nel 1327 in Campolongo c'erano dei «massari»
soggetti al Capitolo patriarcale di Aquileia. Poi i documenti
tacciono. Si sa soltanto che Campolongo fu occupato dalla Repubblica
di Venezia nel 1420. Campolongo era amministrata
dai propri degani e da «notari» veneti.
La «villa» poi, incuneata entro il territorio arciducale
austriaco, sentiva spesso il peso delle incursioni straniere,
che l'Austria allora istigava o alimentava, tanto che Biagio Rith
de Colemberg, giureconsulto gradiscano, potè scrivere nei
suoi Commentari della Guerra Moderna quanto segue: «...
il dì ventesimo primo del mese di maggio 1616
alcuni (arciducali), sostando fuori di Gradisca, saccheggiarono
la villa di Campolongo, assai stimata dai Veneti». In altra
circostanza Campolongo fu messa a ferro e fuoco, e la cronaca
del catapano della parrocchia ci sa dire che durante questa azione
di razzia arciducale venne ucciso il curato, incendiata la canonica
con l'annesso archivio e furono asportate dal paese granaglie
e bestiame.
Campolongo rimase sotto il dominio veneto fino alla caduta di
Venezia, cioè dall'anno 1420 al 1797
(Pace di Campoformido); quindi passò sotto il Regno Italico,
poi venne assegnato all'Impero Asburgico. Durante la Terza Guerra
d'Indipendenza, Campolongo vide gli ultimi combattimenti fra i
soldati del Regno d'Italia ed i soldati austriaci, però
rimase possesso dell'Impero.
Con la Prima Guerra Mondiale fu annesso all'Italia.
(segue... )
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