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Il Comune di Campolongo al Torre ha potuto fregiarsi di proprio
stemma ufficiale a seguito del Decreto del Presidente della Repubblica
del 17 ottobre 1992 ottenuto attraverso documentazione
storica e iconografica. La concessione ufficiale di uso di uno
stemma è quindi recente anche se da oltre un secolo Campolongo
ha fatto uso, in via ufficiosa, di uno scudo simile a quello attuale.
Si cominciò verso il 1870, usando timbri
comunali su cui campeggiava un pino marittimo nodrito su una campagna.
Il pino richiamava quegli alberi, non molto autoctoni, ma abbastanza
frequenti in paese nei giardini delle ville o nelle braide vicine.
La famosa stampa, litografata dal Febrve a Venezia nel 1823,
della poesia zoruttiana il “Lôf di Lungchiamp”, che raffigura
la piazza di Campolongo all’inizio del secolo XIX, fa ben apparire
la chioma di un pino marittimo, che esce dal recinto della villa
dei conti Michieli e che certo era il più conosciuto. Nella
scelta di usare un proprio timbro comunale c’era indubbiamente
allora un significato politico. Si evitava in tal modo di servirsi
del timbro “tipo”, cioè quello che riportava un’aquila
bicipite circondata dal nome del comune: per un’amministrazione
filoitaliana questo era già un gran successo. Dopo l’annessione
all’Italia si continuò ad usare quel timbro fino al 1921,
quando il comune ne ideò uno nuovo, caricando il pino di
una fascia portante il leone di San Marco, a ricordo del dominio
della Serenissima.
Tale figurazione necessitava di un riconoscimento ufficiale che
per vari motivi tardò ad arrivare a cui si aggiunse anche
l’unione a Campolongo di Tapogliano, la cui storia era molto diversa.
Una delle soluzioni sembrò incontrare l’approvazione sia
del comune che di don Parmeggiani: uno scudo a tre fasce verticalioro-azzurro-oro,
i colori patriarcali, caricate di un libro e di una spada a ricordare
il dominio veneto. Si era però il 25 agosto 1943
e le successive vicende storiche interruppero ulteriori elaborazioni,
visto che problemi maggiori urgevano.
Dopo la guerra tali idee furono abbandonate e si continuò,
con qualche modifica, a servirsi dello stemma degli anni ’30,
da cui, però, era scomparso, chissà perché,
il pino. Infine nel 1989, l’inizio della nuova
pratica per la concessione di uno stemma, che, dopo diverse proposte,
contemplanti ora solo il pino, ora solo il leone alato, vide finalmente
la luce nell’ottobre 1992.
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