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Campolongo al Torre
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L' Arte

Le Ville del Comune di Campolongo al Torre Villa Marcotti

Campolongo al Torre - Villa Marcotti-Chiozza, sec. XVII-XVIII (?); XIX (?)
Campolongo al Torre - Villa Antonini-Brunner-Krcivoy, sec. XVI-XVII (?); XVIII; XIX; XX
Campolongo al Torre - Villa e rustici Squarcial (sec. XVIII) - già Villa Concina

Le opere d’arte nella Villa Antonini-Brunner-Krcivoy, sec. XVI-XVII (?); XVIII; XIX; XX
Da fortilizio a scopi militari, cominciò un monumentale lavoro, che vide prima la modifica della struttura per renderla casa padronale, poi via via gli ampliamenti che, dalla fine del ‘600 all’inizio del ‘700, videro l’ampliamento della costruzione principale che, commettendo le precedenti abitazioni, diede la caratteristica forma ad U. Il corpo centrale è interamente occupato da un salone a tre piani e doppio ballatoio affiancato da una scala lapidea; un altro salone, a doppia altezza e balaustrato è collocato a est. Tanto redditizia fu la tenuta di Cavenzano che a decorarne le pareti venne chiamato, nel 1697 - 98, il pittore e decoratore comasco Giulio Quaglio, cui la famiglia Antonini aveva appena commissionato dei lavori nel Palazzo Maniago e pitture e decorazioni per il palazzo del conte Prospero Antonini di Patriarcato (sede attuale della Provincia); di fatto i due saloni centrali furono abbelliti con affreschi di argomento mitologico; anche le stanze al primo piano nell’ala ovest furono decorate con elementi architettonici con riquadri policromi, “L'Alba che fuga la Notte” e “L'Aurora che desta il giorno”; con il monocromo del “Silenzio”; fastosi cartigli con scene storico - mitologiche ,“Morte di Cleopatra”, “Morte di Antonio” e la “Fucina di Vulcano”.

All’inizio del XIX secolo, i lavori di abbellimento degli interni furono conclusi dal pittore Sante Zuccolo che decorò alcune sale del primo piano con fregi con girali, figure marine e divinità pagane “Giove”, “Nettuno”, “Apollo”.

ALTARE DELLA CHIESA DI SAN LEONARDO
Sulla strada che congiunge Perteole a Ruda, è tuttora visibile una piccola “centa”, costituita attualmente dalla chiesa di S. Leonardo e da una casa anticamente destinata al sagrestano, ora proprietà privata.
Di ridotte dimensioni, la chiesetta ha un impianto che nella sua forma attuale risale al XVII secolo. Tuttavia studi storici, archeologici e morfologici, spingono i critici dell’arte a collocare la nascita del sito dedicato al culto già nel XIV secolo su una postazione utilizzata anche in epoca romana.
Fulcro di una vita agreste, piuttosto vispa e litigiosa, la chiesa di S. Leonardo conserva, al proprio interno, un altare ligneo, databile alla prima metà del XVII secolo. Esso rappresenta S. Leonardo, scolpito a mezzo tondo, con il libro e le catene, attributi che lo caratterizzano. Ai lati, sempre a mezzo tono ci sono S. Rocco e S. Sebastiano, santi venerati contro la peste. Sulla parte superiore vi è l'Annunciazione e nel timpano sono raffigurati il simbolo di Dio e Cristo Redentore. Di pregevole fattura sono gli angeli che ornano il paliotto dell’altare.

Bibliografia:
La chiesetta di S. Leonardo, in “Le chiese della parrocchia di Campolongo al Torre” S. Perini

DelfinoDELFINO
All’esterno della chiesa di Cavenzano, sono visibili due bassorilievi, databili tra il I secolo a.C. e i secolo d.C, dei quali non è possibile determinare luogo e periodo di rinvenimento.
Murato sull’arco di volta di un cancelletto a fianco della chiesa, è inserito il bassorilievo lapideo raffigurante un delfino: tale simbologia descrive il trapasso delle anime verso i Campi Elisi, il paradiso della mitologia classica. Notando la forma, smussata ad un’estremità, si può ipotizzare che facesse parte di un monumento funerario, quale componente decorativa del frontone.
Della stessa epoca ma più deteriorato, è l’altro bassorilievo raffigurante un animale – per alcuni, un cavallo, per altri un grifone- sormontato da un cavaliere. Qualora l’effigie fosse quella di un cavallo, anche in questo caso l’immagine racconta il viaggio verso i Campi Elisi di una persona d’animo nobile e fedele.

NavarcoRitrovamenti Romani come il “Navarco”
E al I secolo prima di Cristo rimanda anche il più clamoroso ritrovamento romano di Cavenzano, uno dei più importanti della zona al di fuori della città di Aquileia: il famoso "Navarca". Esso venne alla luce il 7 dicembre 1953 nella braida Squarcial, posta sul fianco destro (guardando verso nord) della villa Antonini – Brunner – Krcivoy. Si tratta di una statua in marmo e quindi di gran pregio, acefala, opera d’importazione o di lapicidi venuti da Roma.
Inoltre nella zona sud dell’area in esame sono stati ritrovati i resti di un’antica fornace, di dubbia datazione ma che gli storici collocano in età tardo romana. Tali rinvenimenti sono stati fatti in corrispondenza dei portoni a sud e a nord della villa; da attenta analisi si nota come essi risultino allineati.
Non lontano, a circa cento metri dalla strada Aiello – Perteole, nel 1901 furono scoperti trenta scheletri umani tutti allineati su due file con i piedi rivolti a levante. Accanto a loro monete con l’effigie di Cesare Augusto.


Bibliografia
- “La comunità di Campolongo e di Cavenzano” S. Perini
- “Le chiese della parrocchia di Campolongo al Torre” S. Perini
- “Dizionario dei soggetti e dei simboli nell’arte” J. Hall

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